Author Topic: L'uso dell'accento grafico  (Read 59604 times)

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Offline Letizia

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on: December 14, 2005, 21:47
Per chi non è sicuro dove usare l'accento grafico e dove no, riporto un passo dal Dizionario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

A seconda di dove cade l'accento, le parole si dicono: tronche, se l'accento cade sulla vocale dell'ultima sillaba, come in Perù, perché, caffè, andò; piane, se cade sulla vocale della penultima, come in pregàre, avànti, accànto, misùra; sdrucciole, se cade sulla terzultima, come in cìrcolo, Gènova, fantàstico, època; bisdrucciole, se cade sulla quartultima, come in lìberaci, dàtemelo, scìvolano; trisdrucciole, nei rari casi in cui cade sulla quintultima, come in èvitamelo, recàpitamelo, rècitamelo.
Quando l'accento è indicato con un segno, prende il nome di accento grafico. In questo caso l'accento può essere acuto (sulla é e sulla ó chiuse: affinché, perché, cóppa, vólgo) oppure grave (sulla è e sulla ò aperte e sulle altre tre vocali: cioè, caffè, perciò, àncora, così, virtù).
L'accento grafico deve essere usato:
•sulle parole tronche con due o più sillabe: lunedì, andò, città;
•sui seguenti monosillabi: ciò, può, già, più, giù, piè;
•su alcuni altri monosillabi per non confonderli con altre parole uguali nella pronuncia (i cosiddetti ‘omofoni’) ma che hanno diversa qualifica grammaticale e diverso significato. Sono:
- (verbo dare): ti dà la matita; da (prep.): vieni da me;
- (nome): notte e dì; di (prep.): città di Milano. ATTENZIONE: di' (imperativo del verbo dire) è un troncamento e vuole l'apostrofo, non l'accento: di' quel che ti pare!;
- è (verbo): chi è?; e (cong.): marito e moglie;
- ché (= perché, cong.): taci, ché non conosci i fatti!; che (pron. rel. o cong.): can che abbaia non morde;
- (avv.): rimani là!; la (art. e pron.): apri la finestra; non la conosco;
- (avv.): la chiave è lì sul tavolo; li (pron.): non li ho mai visti;
- (cong.): né caldo né freddo; ne (pron. o avv.): me ne dai una?; me ne vado;
- (pron.): fa tutto da sé; da sé stesso (in questo secondo caso, quando è seguito da stesso, si può anche scrivere senza l'accento; è tuttavia consueta anche la forma accentata, per evitare equivoci che, nel caso di se stessi o se stesse, potrebbero verificarsi); se (cong.): se soltanto lo volesse...;
- (avv.): sì, lo conosco; si (pron.): si alza sempre tardi;
- (nome): gradisci un tè?; te (pron.): vengo con te;
•sulle voci verbali do, dai, danno si può segnare l'accento: dò, dài, dànno per non confonderle con do (nota musicale), dai (prep. art.) e danno (nome). Non è sbagliato ma non è necessario, in quanto la differenza di significato rende pressoché impossibile ogni confusione.
L'accento grafico non si usa:
•sulle note musicali: do, re, mi, fa, sol, la, si;
•sui monosillabi (con l'eccezione di quelli indicati in precedenza). In particolare non si mette l'accento su qui, qua, so, sa, sto, sta, va, tra, fra, fu, fa, tre, blu, no, re. ATTENZIONE: i composti vanno sempre accentati. Perciò: re, ma viceré; tre, ma ventitré, trentatré, ecc.; blu, ma rossoblù, gialloblù; su, ma lassù, quassù; sto e sta, ma ristò, ristà; fa, ma rifà, strafà.
•ATTENZIONE: come di' (imperativo di dire, di cui abbiamo parlato sopra), anche da', sta', va' e fa' (imperativi di dare, stare, andare e fare) vogliono non l'accento ma l'apostrofo, così come po' (= poco) e mo' (= modo: a mo' di), in quanto si tratta di particolari forme di troncamento
Бо в цьому житті поміж балетом і свободою завжди потрібно вибирати свободу, навіть якщо це чехословацький генерал.
Сергій Жадан "Anarchy in the Ukr"

Offline Yitzik

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Reply #1 on: December 15, 2005, 23:41
Grazie, Letizia. Questa informazione è molto utile!
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Offline Letizia

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Reply #2 on: December 16, 2005, 02:36
Grazie, Letizia. Questa informazione è molto utile!
Non c'è di che! :) Sono contenta che serve a qualcuno. Se hai bisogno di altre informazioni, dimmi! :yes:
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Сергій Жадан "Anarchy in the Ukr"

Offline Jumis

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Reply #3 on: March 19, 2006, 18:14
Acuto vs. grave:

Vorrei sapere se fa la differenza esistente nel'uso tra "é" ed "è" (per esempio, in "perché" e "caffè"): sono tenuto a alzare/abbassare la voce ??

 :-[
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Reply #4 on: March 19, 2006, 18:51
Acuto vs. grave:

Vorrei sapere se fa la differenza esistente nel'uso tra "é" ed "è" (per esempio, in "perché" e "caffè"): sono tenuto a alzare/abbassare la voce ??

 :-[
Italiano non è cinese, non ci abbiamo accento musicale.  :eat:

La lingua letteraria ha sette suoni vocali: [a], [e], [E], [і], [о], [О], [­u].  Le due «e»  e le due «o» si distinguono solo quando sono accentati.

Nei dizionari italiani la sua pronuncia si mostra con due accenti diversi: quésto VS prèsto, òro VS lóro.Ma, come capisci, si scrivono di solito solo alla fine di una parola. Non so se ci sono parole con una [О] alla loro fine ma «ó» non si scrive mai. E le due «e» pure si distinguono, cioè quando vedi «perché» devi (ma non è totalmente obligatorio, perché gli italiani stessi possono tendere a non farla se sono del Meridione) pronunciarla con una «e» chiusa, e «caffè» con una «e» aperta.
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Reply #5 on: March 19, 2006, 19:51
Non so se ci sono parole con una [О] alla loro fine ma «ó» non si scrive mai.

"ó" in "vedró" VS "vedro": vedo il motivo certo ad usarla (c'e da considerare anche "ёпрст" VS "епрст" per iscritto) :)
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Offline Vertaler

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Reply #6 on: March 19, 2006, 20:02
Non so se ci sono parole con una [О] alla loro fine ma «ó» non si scrive mai.

"ó" in "vedró" VS "vedro": vedo il motivo certo ad usarla (c'e da considerare anche "ёпрст" VS "епрст" per iscritto) :)
Secondo l'ortografia ufficciale si scrive «vedrò». Anche si scrive «c'è». ;)
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Reply #7 on: March 19, 2006, 21:09
Secondo l'ortografia ufficciale si scrive «vedrò». Anche si scrive «c'è».

è vero, "vedrò". a dir la verità, non ci capisco nulla...
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Reply #8 on: March 20, 2006, 01:11
Secondo l'ortografia ufficciale si scrive «vedrò». Anche si scrive «c'è».

è vero, "vedrò". a dir la verità, non ci capisco nulla...
Cosa non capisci? Non hai capito le mie spiegazioni dei suoni aperti e chiusi? Li ho spiegati poco bene? O cosa?
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Reply #9 on: March 20, 2006, 07:03
Cosa non capisci? Non hai capito le mie spiegazioni dei suoni aperti e chiusi? Li ho spiegati poco bene? O cosa?

Perché devo imparare tutti i casi come la regola (o la ricorda, o la comprenda...). Devo pronunciare i suoni chiusi un'po "в кумпол", e i aperti - "слегка улыбаясь" ??
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Reply #10 on: March 20, 2006, 10:00
Perché devo imparare tutti i casi come la regola (o la ricorda, o la comprenda...). Devo pronunciare i suoni chiusi un'po "в кумпол", e gli aperti - "слегка улыбаясь" ??
  :green:  :green: Semplicemente devi imparare come pronunciare ogni suono separato in ogni lingua che studi, no? Leggi, per esempio, qui: [e], [E], [o], [O]. E la descrizione piena della fonologia italiana la puoi trovare qua.

Credo che sia utile, e chiedo perdono perché i links sono tutti in inglese.  ::)

E senti, per me è un po' incredibile che scrivi in italiano talmente bene e chedi spiegazione di tali cose.  :what:
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Reply #11 on: March 20, 2006, 10:38
E la descrizione piena della fonologia italiana la puoi trovare qua.

Grazie :)


Credo che sia utile, e chiedo perdono perché i links sono tutti in inglese. 

It doesn't matter.


E senti, per me è un po' incredibile che scrivi in italiano talmente bene e chedi spiegazione di tali cose

Sì - scrivo... Perché ho studiato l'Italiano da solo: posso leggere, scrivere, ma non lo parlo. E l'Italiano non si sente così frequentemente come voglio. (should I translate it "as often as I want to" ??)

:)
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Reply #12 on: March 21, 2006, 20:19
Vertaler ha spiegato tutto così bene, che ho poco da aggiungere. Certo, se impari una lingua straniera devi avere presente tutto quel che riguarda il suo sistema fonologico. Ma in pratica... Dipende dove vuoi arrivare. Se hai l'ambizione di eliminare l'accento straniero, certo che devi imparare a pronunciare è/é, ò/ó diversamente perché sono fonemi diversi. Ma in realtà la confusione non avviene mai, anche quando pronunci questi vocali ugualmente. Per me, ad esempio, non importa gran che né dell'accento straniero, né della precisione fonetica, perciò non mi sono mai sforzata a osservare questa differenza (anche perché sono troppo pigra per sforzarmi :) ) però mi capiscono perfettamente.

Una volta però ho chiesto a un amico italiano se lui sente veramente questa differenza. Ha detto di sì.

E senti, per me è un po' incredibile che scrivi in italiano talmente bene e chiedi spiegazione di tali cose.  :what:
:yes:
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Reply #13 on: March 21, 2006, 21:15
E l'Italiano non si sente così frequentemente come voglio. (should I translate it "as often as I want to" ??)
Hai scritto bene (tranne un piccolo errorino).
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Reply #14 on: March 21, 2006, 21:33
Una volta però ho chiesto a un amico italiano se lui sente veramente questa differenza. Ha detto di sì.

Allora "è" come "эмбарго" "é" come "эти" ??

E senti, per me è un po' incredibile che scrivi in italiano talmente bene e chiedi spiegazione di tali cose. 

Sembra il complimento ch'è fatto un'altra volta, grazie :)
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Reply #15 on: March 21, 2006, 21:36
E l'Italiano non si sente così frequentemente come voglio. (should I translate it "as often as I want to" ??)

Hai scritto bene (tranne un piccolo errorino).

"Sente" e non "senta" ??
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Reply #16 on: March 21, 2006, 21:41
Una volta però ho chiesto a un amico italiano se lui sente veramente questa differenza. Ha detto di sì.

Allora "è" come "эмбарго" "é" come "эти" ??
Nella parola «эти» si possono pronunciare suoni diversi. Ed in «эмбарго» c'è un suono ridotto. Meglio pure così: «è» come in «этот», «é» come in «зверь».  :)
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Reply #17 on: March 21, 2006, 21:44
"Sente" e non "senta" ??
Sì, cosa c'è di strano? È un verbo per -ire, quindi io sento, tu senti, lui sente...
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Reply #18 on: March 21, 2006, 22:05
Nella parola «эти» si possono pronunciare suoni diversi. Ed in «эмбарго» c'è un suono ridotto. Meglio pure così: «è» come in «этот», «é» come in «зверь».

Addirittura,,, la "aperta" significa "переднеязычный",,, e la "chiusa" è (piu o meno) "заднеязычный" ??
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Reply #19 on: March 21, 2006, 22:53
Addirittura,,, la "aperta" significa "переднеязычный",,, e la "chiusa" è (piu o meno) "заднеязычный" ??
  :??? No, ambidue sono articulati nella parte anteriore della bocca. Devi soltanto aprire la tua bocca un po più vastamente quando pronunci [E]. Assolutamente lo stesso succede con [о] ed [О], solo che sono articulati nella parte posteriore della tua bocca.

Upd: però mi posso immaginare cosa hai pensato delle parti della lingua, certo può sembrare di essere così ma non è vero.
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Reply #20 on: March 22, 2006, 08:41
"Sente" e non "senta" ??
Senta sarebbe congiuntivo o imperativo che nella tua frase non va bene.
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Reply #21 on: March 22, 2006, 08:44
Meglio pure così: «è» come in «этот», «é» come in «зверь».  :)
:yes:
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